Venerdì, 30 Settembre 2016 16:17

In tema di false comunicazioni sociali ha ancora rilievo il falso valutativo?

di Luigi Ferrajoli - avvocato patrocinante in Cassazione, dottore commercialista e revisore legale in Bergamo e Brescia e direttore scientifico della rivista Accertamento e Contenzioso

Al quesito posto dalla sezione penale della Suprema Corte di Cassazione alle Sezioni Unite, con l’ordinanza di rimessione del 4 marzo 2016, quest’ultime hanno risposto, di fatto, in maniera positiva. Sussiste, infatti, “il delitto di false comunicazioni sociali, con riguardo alla esposizione o alla omissione di fatti oggetto di “valutazione”, se, in presenza di criteri di valutazione normativamente fissati o di criteri tecnici generalmente accettati, l’Agente da tali criteri si discosti consapevolmente e senza darne adeguata informazione giustificativa, in modo concretamente idoneo a indurre in errore i destinatari delle comunicazioni”. 

 

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